Giornata della donna

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Riportiamo il messaggio del Sindaco De Benedittis in occasione della Giornata della donna

Data:

08 marzo 2026

Tempo di lettura:

2 min

Giornata della donna 2026
Giornata della donna 2026

Descrizione

Riconosciuta ufficialmente dalle Nazioni Unite nel 1977, con la Risoluzione n. 32/142, la data dell’8 Marzo fu indicata nel 1921 dall’Internazionale delle Donne Comuniste, in ricordo della rivolta di Pietrogrado, dopo che, nel 1910, alla Conferenza Internazionale delle Donne Socialiste, a Copenaghen, si era proposta l’istituzione di una Giornata Internazionale delle Donne.

È nei luoghi di lavoro, in particolare nelle fabbriche, che il mondo femminile si è configurato come soggetto economico, politico e culturale in grado di organizzarsi per rivendicare parità, diritti, emancipazione sociale, nel segno di un rovesciamento delle dominanti visioni patriarcali.

L’attuale indebolimento delle organizzazioni associative, il contrarsi della partecipazione collettiva alla vita pubblica, surrogati da forme sempre più individualistiche e intimistiche di rivendicazioni, che ovviamente non riescono a diventare movimento per il cambiamento dell’ordine delle cose, espongono l’intera società al concreto rischio di una generale regressione culturale con una conseguente perdita dei diritti.

Ne è testimonianza l’avanzata nelle società occidentali europee e americane di movimenti ultraconservatori, impegnati nel rilancio di una rappresentazione muscolare del potere, che fa terra bruciata dei diritti, della Pace, delle forme di uguaglianza e di democrazia.

La Giornata della donna è quindi il momento in cui fermarsi a riflettere sull’importanza e sull’urgente necessità di tornare a ritrovarsi, nei luoghi fisici dell’aggregazione e della partecipazione, che sono le piazze, i movimenti e tutte le realtà associative d’impegno e di lotta. 

Il lavoro con i suoi luoghi rimane centrale nella costruzione di una coscienza collettiva e nella promozione di un modello culturale che non opprime, ma libera, che non discrimina, ma emancipa e che non imprigiona nei modelli di un’antropologia maschilista. 

Centrale, ieri come oggi, dev’essere l’impegno per un mondo femminile emancipato e libero di autodeterminarsi nelle sue funzioni sociali, nell’interpretazione della propria sessualità, nell’affermazione della propria corporeità, al di fuori di modelli tradizionalisti, che umiliano e generano quel dolore profondo, che s’innerva lungo la quotidianità dell’esistenza di tante e tante donne. 

Di fronte a un mondo, che torna a precipitare nell’abisso della guerra, in cui si esplicitano i peggiori archetipi del maschile, a tutte le donne, adolescenti, adulte e anziane, vanno gli auguri di continuare a essere le protagoniste non individuali, ma collettive di un millenario percorso di emancipazione e rivendicazione, dentro cui si origina un’altra idea di mondo, centrato sulla Pace, sul diritto, sulla sensibilità, sul rispetto dei corpi e sull’apertura a ogni alterità possibile. Auguri!

Dalla Sede Municipale. Lì 8 Marzo 2026

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Ultimo aggiornamento

07/03/2026, 18:55

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